Breaking News

MUSICA CONTRO LE MAFIE AL TENCO 2026

Dalla tradizione della canzone d’impegno civile alle playlist di Spotify. Don Luigi Ciotti ripercorre insieme a Gennaro de Rosa i 17 anni di Musica contro le mafie, nell’incontro che ha aperto la masterclass dedicata a Franco Battiato, proseguita con Carmen Consoli. Sul palco anche Rossana De Pace con “Pelle d’oca”

SANREMO, 21 OTTOBRE 2026 – «Ha graffiato, ha stimolato le coscienze di tante persone». È dal palco del Teatro Ariston di Sanremo, uno dei luoghi simbolo della musica italiana, che Don Luigi Ciotti ha riconosciuto il contributo di Musica contro le mafie alla cultura dell’impegno civile, durante la Rassegna Tenco 2026.

Un riconoscimento dal valore anche simbolico: nello stesso teatro che ogni anno ospita il Festival di Sanremo, la musica è diventata occasione per riflettere sulla propria responsabilità sociale. Dalle canzoni che hanno accompagnato le grandi battaglie civili del passato ai nuovi artisti che oggi affrontano democrazia, ambiente, diritti e disuguaglianze, attraversando i linguaggi dello streaming e delle playlist.

L’incontro, voluto dal direttivo del Club Tenco, ha costituito la prima parte della masterclass dedicata a Franco Battiato, proseguita con la partecipazione di Carmen Consoli. Moderato da Marika Amoretti e Stefano Senardi, ha visto confrontarsi Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e presidente onorario dell’associazione, Gennaro de Rosa, presidente e direttore artistico di Musica contro le mafie, e la cantautrice Rossana De Pace, davanti a una platea di studenti e docenti.

DON CIOTTI: LA MUSICA CIVILE È UNA STORIA CHE CONTINUA

Nel suo intervento, Ciotti ha ripercorso il ruolo della musica nella storia sociale e democratica del Paese, richiamando artisti come Fabrizio De André, Francesco Guccini, Franco Battiato, Modena City Ramblers e Gang: voci che hanno saputo raccontare ingiustizie, custodire memoria e alimentare coscienza collettiva.

È in questo percorso che ha collocato Musica contro le mafie: «È nata nel solco di queste esperienze con Gennaro […] ha graffiato nell’arco di questi anni, ha stimolato le coscienze di tante persone».

Un riconoscimento che va oltre la storia dell’associazione e riguarda il ruolo che la musica può continuare a svolgere nella società. Come ha ricordato Ciotti, «le persone si incontrano e i problemi si affrontano, non viceversa», invitando a trasformare le voci del disagio in occasioni di confronto e partecipazione.

DALLE PIAZZE ALLE PLAYLIST: L’IMPEGNO CIVILE CAMBIA LINGUAGGIO

Nel suo intervento, Gennaro de Rosa ha raccontato come Musica contro le mafie abbia progressivamente trasformato il proprio approccio: dall’antimafia culturale a una visione più ampia della musica civile, capace di affrontare temi come democrazia, ambiente, lavoro, diritti, identità e disuguaglianze.

Una musica che si occupa della comunità senza identificarsi con appartenenze partitiche e che cerca di raggiungere le nuove generazioni nei luoghi in cui oggi scoprono e ascoltano le canzoni.

«Possiamo continuare a guardare quel mondo con diffidenza […] oppure possiamo provare a conoscerlo, a capirne i meccanismi e a utilizzarlo senza rinunciare a quello che siamo», ha spiegato de Rosa, riferendosi alle piattaforme digitali e ai nuovi linguaggi della comunicazione musicale.

Un percorso che trova espressione in Music for Change, il premio musicale nazionale dell’associazione, e in Sound Village, la residenza artistica dedicata alla creazione e produzione di brani originali sui grandi temi contemporanei. Durante la masterclass è stato presentato anche un video-racconto di questa esperienza.

Grazie alla collaborazione con Believe Music Italia, nel 2026 alcune canzoni nate all’interno del progetto sono entrate nelle playlist editoriali di Spotify: un risultato che dimostra come l’impegno civile possa trovare spazio nei circuiti della musica contemporanea senza rinunciare alla propria identità artistica.

ROSSANA DE PACE, LA MUSICA CIVILE SUL PALCO

A tradurre questa visione in musica è stata Rossana De Pace, vincitrice dell’edizione 2025 di Music for Change, che ha interpretato dal vivo Pelle d’oca, brano dedicato al tema Crossroads.

Una canzone che affronta conflitti, migrazioni e indifferenza attraverso una riflessione sulla progressiva perdita di sensibilità davanti alla sofferenza degli altri. Un esempio concreto di come le nuove generazioni di cantautori possano raccontare questioni collettive attraverso linguaggi personali e contemporanei.

DAL 2009 A OGGI: DICIASSETTE ANNI DI MUSICA E PARTECIPAZIONE

Il percorso di Musica contro le mafie prende avvio nel 2009, con le prime iniziative musicali e culturali, e si consolida nel 2013 con la costituzione formale dell’associazione. Nel 2019 Don Luigi Ciotti ne diventa presidente onorario, rafforzando un legame costruito negli anni attraverso esperienze, incontri e valori condivisi.

Un rapporto fondato, come ha sottolineato de Rosa, sull’autonomia e sulla coerenza delle scelte: «Qualche volta questo ci è costato delle opportunità, ma credo che in cambio ci abbia restituito qualcosa di molto più importante: la credibilità».

L’incontro al Teatro Ariston ha così messo in relazione la tradizione della grande canzone d’autore italiana con un’esperienza che prova a rinnovarne la funzione civile attraverso formazione, produzione musicale, partecipazione giovanile e nuovi linguaggi.

Un confronto che assume un significato particolare proprio per il luogo in cui si è svolto: il palco più riconoscibile della musica italiana è diventato anche uno spazio per interrogarsi su ciò che le canzoni possono ancora dire, raccontare e cambiare nella società.

Dalle piazze alle playlist, cambia il modo di ascoltare e raccontare la musica. Non cambia la sua capacità di stimolare coscienze.

Check Also

LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA NOVANT’ANNI DOPO: A ROMA QUATTRO GIORNI TRA CINEMA, STORIA E MEMORIA

Dal 4 al 7 novembre 2026 la decima edizione de “Il progetto e le forme …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *