Fin dalle prime ore della mattina i famigliari degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas contestano la politica militare del Paese che continua a sacrificare gli sforzi per il raggiungimento di un accordo

Sono decine di migliaia le persone che sono scese in strada a Tel Aviv dalle 6.30 del mattino (le 5.30 in Italia) per dare vita allo sciopero generale nazionale proclamato dal Forum delle famiglie degli ostaggi per inneggiare alla fine della guerra a Gaza e e al raggiungimento di un accordo per il rientro degli ostaggi nelle mani di Hamas.
Secondo quanto riportano i media israeliani gli attivisti si sono posizionati agli incroci delle strade principali tra accensioni di falò nel mezzo della carreggiata e la distribuzione di nastri gialli ai passanti.
Prevista entro la mattinata una speciale mostra fotografica in Piazza degli Ostaggi che resterà visitabile al pubblico fino alle 18. Previsti sul palco principale nella Piazza molti familiari degli ostaggi a cui sarà concesso di pronunciare discorsi .
La giornata culminerà con una manifestazione di massa davanti al quartier generale militare di Kirya in programma per le 20 (le 19 in Italia).
‘Una giornata per salvare vite’ è il titolo attribuito alla manifestazione delle famiglie. Una contestazione contro la decisione del governo Netanyahu di espandere l’offensiva a Gaza, sacrificando, però, il raggiungimento di un accordo per liberare i 50 ostaggi rimasti, 20 dei quali ritenuti ancora vivi.
(Fonte Ansa)
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