Il primo romanzo di Alma Rouse unisce scrittura e musica in una storia intensa di rinascita e spiritualità

Il 25 settembre 2025 ha visto la nascita di “Senza Tempo”, il primo romanzo di Alma Rouse, un’opera intensa che intreccia amore, destino e musica in un’unica, indimenticabile melodia letteraria. Sin dal giorno della sua nascita, Dalia è sempre stata una bambina speciale. La sua vita è attraversata da eventi dolorosi, segreti familiari e prove difficili, ma dentro di sé ha sempre saputo una verità profonda: è venuta al mondo per uno scopo ben preciso. La sua anima parla il linguaggio degli angeli, e i suoi sogni le mostrano cosa sta per accadere, guidandola nell’essere un faro per chi ha bisogno. Segni, simboli e visioni diventano il filo invisibile di una missione: aiutare le persone a non smettere di credere, a non abbandonare la speranza, a inseguire ciò che sembra perduto. Tra le pieghe di un’esistenza vissuta con il cuore in mano, Dalia attraversa l’amore per il figlio, la forza delle amicizie e una connessione spirituale che sfida il tempo e lo spazio: quella con Joran, un violoncellista enigmatico, con cui intraprende uno scambio epistolare in chiave moderna.

La loro relazione, apparentemente impossibile, si rivela l’eco di qualcosa di più grande, un legame che affonda le sue radici in vite precedenti. Un romanzo che sprigiona sonorità in molteplici forme, intenso e poetico, ispirato dai sogni reali dell’autrice, che fonde il quotidiano con il mistero, la sofferenza con la bellezza, la musica con il destino. Il libro è collegato a un brano musicale originale, scritto e composto dalla stessa autrice: “Oh, my Queen”, colonna sonora di una storia che respira d’amore oltre le pagine. «Questo romanzo è nato dal desiderio profondo di unire due passioni: la scrittura e la musica. Senza tempo affonda le sue radici in un sogno, uno di quelli che restano impressi nella memoria e sembrano volerci dire qualcosa di importante» – rivela l’autrice. – «La scrittura di Senza tempo è stata per me un’esperienza intensa, a tratti dolorosa, che mi ha costretta a rivivere momenti difficili della mia vita, ma anche incredibilmente liberatoria. Dalla stessa ispirazione è nata la canzone “Oh, my Queen”, che rappresenta la sintesi musicale delle emozioni e dei temi racchiusi nel libro».
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