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IL SUONO DELLA POESIA CON LE PAROLE NEL PENTAGRAMMA

“Pentagramma di parole” è la nuova silloge di Tiziana Celano pubblicata da Aletti Editore

C’è un tipo di poesia che non cerca di stupire, ma di restare. Non si agita per farsi notare, non cerca palchi né effetti. Si siede, prende posto accanto al lettore e gli offre una presenza silenziosa, quasi musicale. È a questa categoria appartiene Pentagramma di parole, la nuova silloge di Tiziana Celano, pubblicata da Aletti Editore nel 2025. Un libro che procede con discrezione, senza urgenze espressive, ma con un ritmo tutto suo, costante e profondo.

La prefazione di Hafez Haidar, densa e partecipata, coglie con lucidità il tratto più interessante del libro: il fatto che l’“intimismo” della Celano non sia chiusura narcisistica, ma modo per farsi voce collettiva. L’invito a “sganciare bombe di pace” o il riferimento a una “nave in tempesta” non sono ornamenti retorici: sono immagini pensate per dire con dolcezza qualcosa che ha a che fare con la lotta, con la resistenza emotiva, con la scelta di posizionarsi nel mondo.

Il titolo è indicativo: la raccolta è tutta attraversata da un rapporto stretto con la musica, che non è solo metafora, ma vero e proprio codice espressivo. Alcune poesie sembrano nascere da un ascolto interiore, altre sembrano riscrivere in versi il portato emotivo di brani musicali ascoltati. Celano ha dichiarato esplicitamente di ispirarsi a musicisti come Andrea Vanzo, David Garrett, Tony Ann e Dawid Nowaczyk, tutti autori che coniugano pathos ed equilibrio, emozione e precisione tecnica. L’eco di questa musicalità si sente nella struttura ritmica delle poesie: spesso brevi, costruite per sottrazione, con enjambement leggeri e immagini che si appoggiano le une alle altre come note su uno spartito.

Sul piano stilistico, Celano non indulge nella sperimentazione, ma lavora dentro un linguaggio semplice e onesto.  Chi legge queste poesie non si troverà di fronte a dichiarazioni assolute o a frasi a effetto. Al contrario, troverà uno spazio quieto, un invito alla riflessione e, soprattutto, all’ascolto.

Celano non è nuova alla scrittura: nata a Novara e oggi residente a Venezia, dove insegna Lettere, ha già pubblicato nel 2007 La penna e il cuore, una raccolta dedicata al rapporto madre-figlia. La formazione umanistica e la sensibilità didattica si avvertono nella cura con cui costruisce i suoi versi, sempre pensati per essere detti, forse anche letti ad alta voce, ma con quel tono intimo che si usa solo quando si è tra persone fidate. La sua presenza nel volume antologico M’illumino d’immenso 68, pubblicato nel 2024 in omaggio a Ungaretti, non è casuale: anche in Pentagramma di parole si avverte il desiderio di trattenere la parola al suo grado più essenziale. In un panorama poetico spesso dominato dall’urgenza di farsi notare, Pentagramma di parole sceglie un’altra via: quella della discrezione, della costanza, dell’accordo tra voce e ascolto. E, in questo, trova una sua forza tranquilla. Come la poesia dovrebbe fare.

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