L’artista svela l’ispirazione di “Un senso”, il suo ultimo singolo pubblicato il 3 ottobre

Cardo ritorna con “Un senso”, un brano che va oltre la semplice composizione musicale per diventare un manifesto di resilienza e crescita personale. Con una combinazione armoniosa di chitarre e percussioni che sostengono una voce intensa e malinconica, il singolo esplora il difficile percorso di lasciare andare il passato e abbracciare il cambiamento. Il messaggio di speranza “si chiude una porta, si apre un portone” permea ogni nota, invitando l’ascoltatore a trovare il coraggio di guardare avanti. “Un senso” è più di una canzone; è un riflesso della nostra capacità di trasformare le sfide in opportunità di crescita.
Ciao Cardo! Che messaggio vuoi comunicare con il tuo nuovo singolo?
Il messaggio che voglio trasmettere, anzitutto a me stesso, è quello di fiducia nello scorrere naturale delle cose: “tutto è come deve essere e va dove deve andare”
Da cosa trai ispirazione per le tue produzioni?
L’ispirazione per una produzione può nascere da qualsiasi cosa, una immagine, un suono, un ricordo, un sogno.
Le mie canzoni possono nascere dai sentimenti ma anche dalle sensazioni.
Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come è nata la tua passione per la musica?
La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato lo studio del pianoforte da molto giovane, abbandonandolo poi verso i 13 anni. Per un po’ di anni continuo ad ascoltare molta musica, ma dentro sono spento. Mi riavvicino attraverso la produzione informatica verso i 18 anni. Sapevo che dovevo scrivere e comporre brani anche se non avevo la preparazione accademica che nell’immaginario collettivo ci si aspetta da un artista. Un giorno sono andato da Luigi Moscatello, il mio maestro di pianoforte, e gli ho chiesto di aiutarmi ad arrangiare un brano. Lui mi ha chiesto la struttura e solo lì mi sono accorto che non ce l’avevo. C’erano solo suoni e melodie confuse che mi giravano in testa. Sembra una barzelletta ma è andata davvero così. Senza un perchè preciso, sento che devo scrivere canzoni e basta, trovo pace nel creare, è la miglior terapia.
Quali artisti hanno influenzato e accompagnato la tua crescita?
Ho sempre ascoltato i generi più disparati quindi difficile citarne alcuni in particolare… Fin da giovane ascolto molto rock (Motley Crue, Nightwish, Manowar, Europe, Pink Floyd, AC/DC, Guns N’ Roses, Queen, Fleetwood Mac, Led Zeppelin, The Rolling Stones, David Bowie, Yngwie Malmsteen), musica classica e orchestrale (Ennio Morricone, Hans Zimmer,), rap (Kanye West, JAY-Z, Lil Wayne, Eminem), pop (Michael Jackson, Prince, Stromae, Rihanna, Beyoncé, Black Eyed Peas), EDM (David Guetta, Skrillex, Avicii, Kygo) e cantautorato e rock italiano (Fabrizio De André, Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Vasco Rossi).
Quali sono i tuoi progetti per il futuro e/o sogni nel cassetto?
Sogni nel cassetto ne ho tanti… però al futuro non ci penso troppo, per ora ho in progetto dei singoli. Al momento sono partito con la mia sola musica in mare aperto e l’unica certezza è che sarà il vento a guidarmi, dove? Ancora non lo so..
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