I leader dei 5 partiti dei Parlamento groenlandese rispondono con decisione alle intimidazioni di Trump

L’ipotesi di avere Russia o Cina come vicini di casa in veste di potenziali coloni non piace a Trump e la dichiarazione del presidente USA, in un discorso alla Casa Bianca in cui sottolinea la volontà volersi appropriare della Groenlandia, con le buone o con le cattive, sembra sciogliere il ghiaccio dei groenlandesi che intanto recriminano l’orgoglio di appartenenza e autonomia territoriale.
A ribadire l’autodeterminazione del proprio futuro sono i leader dei cinque partiti dell’Inatsisartut – il parlamento della Groenlandia – attraverso una dichiarazione congiunta e diramata dall’agenzia Dpa che non lascia margini di flessibilità diplomatica: “Non vogliamo essere americani, non vogliamo essere danesi, vogliamo essere groenlandesi”
Attraverso la nota i leader dei partiti hanno inoltre chiesto agli Stati Uniti di smettere di mostrare disprezzo per il loro Paese, con una chiara e inequivocabile posizione politica; “Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese”, sebbene la più grande isola del mondo appartenga ufficialmente alla Danimarca ma con una potente cassa di risonanza per i suoi oltre 56.000 abitanti.
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