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Dal baule delle nostre estati : “Ninna nanna”, il gioiello nascosto di Loredana Bertè

Nell’estate del 1981 arrivava nei negozi Made in Italy, uno degli album più affascinanti e ambiziosi della carriera di Loredana Bertè

Prodotto da Mario Lavezzi e registrato negli storici Electric Lady Studios di New York, il disco rappresentava il frutto di un periodo particolarmente intenso vissuto dall’artista negli Stati Uniti, tra incontri, suggestioni e nuove influenze musicali.

A rendere ancora più prestigioso il progetto contribuì la celebre copertina firmata da Andy Warhol, mentre all’interno trovavano spazio brani destinati a diventare fondamentali nel repertorio della cantante, come La goccia, La tigre, Movie e Canterò.

Eppure, tra le tracce dell’album, ce n’è una che col tempo sembra essere rimasta nell’ombra più del dovuto: Ninna nanna.

Scritta da Oscar Avogadro per il testo e da Alberto Radius per la musica, Ninna nanna fu il primo brano scelto per presentare il nuovo lavoro al pubblico. Non venne però mai pubblicata come 45 giri. Era semplicemente il pezzo utilizzato per accendere i riflettori su Made in Italy, un disco che Loredana voleva promuovere nella sua interezza. Non a caso, nelle successive apparizioni televisive, l’artista alternò l’esecuzione di diversi brani dell’album, senza puntare su un singolo preciso.

Riascoltandola oggi, Ninna nanna colpisce per il suo suono ricco e sofisticato. Non possiede l’immediatezza di successi come Dedicato, E la luna bussò o In alto mare, ma proprio per questo conserva un fascino particolare. È una canzone più raffinata, meno costruita per diventare un tormentone e più orientata verso una ricerca musicale che caratterizzava gran parte di Made in Italy.

Il contributo di Alberto Radius, uno dei più grandi chitarristi e musicisti italiani, si avverte in tutta la costruzione del brano. Radius, che nello stesso album firma anche La goccia, riesce a creare un’atmosfera ricercata che si sposa perfettamente con l’interpretazione di Loredana.

Erano anche i mesi in cui la Bertè portava in televisione uno dei look più iconici della sua carriera: quello da pirata metropolitana, con i celebri ciucci appesi ai vestiti e uno stile che sarebbe rimasto impresso nell’immaginario collettivo. Paradossalmente, quell’immagine così forte è forse rimasta più famosa dello stesso album che accompagnava.

Eppure Made in Italy resta ancora oggi uno dei vertici della sua produzione artistica, capace di passare dal pop al pop-rock, fino a momenti più intimi e malinconici come Lontano da dove e Canterò, dimostrando tutta la versatilità interpretativa di Loredana.

Per questo vale la pena riaprire il cassetto della memoria e tornare ad ascoltare Ninna nanna. Non sarà stata la canzone più celebre di Loredana Bertè, ma è sicuramente una di quelle che raccontano meglio la sua voglia di osare, di sperimentare e di andare oltre le formule del successo facile.

A volte i brani più preziosi sono proprio quelli che il tempo ha nascosto un po’ troppo bene.

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