La premier frena l’adesione all’organismo voluto da Trump in attesa di un ripristino comunicazionale tra Europa e Usa

Nella composizione del Board per Gaza i conti sembrano non quadrare e la premier Giorgia Meloni al momento congela l’adesione all’organismo voluto dal presidente USA Donald Trump. Il tema è l’incompatibilità costituzionale che “non consente di firmare subito, ci serve più tempo”, spiega Meloni, sottolineando la radice di un problema cruciale che si amplifica nell’attuale contesto di tensioni che si sta sviluppando intorno alla vicenda Groenlandia, tra USA ed Europa “un’assenza di comunicazione che bisogna ripristinare”. “È fondamentale continuare a favorire il dialogo tra nazioni alleate” continua la premier che d’altro canto accoglie con favore la sospensione dei dazi in alcuni paesi europei. E non è da escludere a fronte delle valutazioni e dei contatti diplomatici notturni che prima volare alla volta di Bruxelles possa fare tappa a Davos, terra di battesimo del Board da parte di Trump.
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