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COPPA ITALIA: L’ATALANTA IN 10 SUPERA IN CASA LA LAZIO

Calcio moderno a suon di goal tra due formazioni antagoniste. A spuntarla è la formazione di Gasperini che segna un goal in più dei biancocelesti

di Massimiliano Bosco

Una partita a tratti davvero molto bella, Atalanta e Lazio giocano a viso aperto, fanno gol e danno spettacolo, non si risparmiano come sempre del resto, come ogni volta che si incontrano.

C’è da dire però che Inzaghi non riesce a prendere le misure a Gasperini, la Lazio gioca bene ma contro la Dea prende una media di 3 gol a partita e se si esclude la finale di Coppa Italia di 2 anni fa i capitolini non battono i bergamaschi da molto tempo. La partita di ieri sera ha un aggravante, il Gasp riesce a battere Inzaghi in 10 contro 11. Galeotti gli errori/orrori di Hoedt che consentono all’Atalanta di portarsi sul 2 pari e poi sul 3 a 2 e poi altro errore grave quando si rende colpevole del rigore che avrebbe potuto portare i nerazzurri sul 4 a 2 chiudendo anticipatamente ogni speranza di riacciuffare il pareggio.

Che Hoedt sia un giocatore mediocre è risaputo, è lento tanto quanto il purè fatto con il Bimby, Muriel sul primo gol lo manda a comprare i casonsèi con il gorgonzola a Bergamo Alta. Ricorda il Fazio della Roma dei bei tempi. Fu mandato via dalla Lazio e cacciato da tutte le squadre che lo avevano ingaggiato dopo la partenza da Roma, ha collezionato errori su errori che hanno procurato gol ogni volta che ha giocato, come non ricordare la perla che consentì al Torino di portarsi sul 3 a 2 all’88esimo, partita poi vinta grazie a Ciro e Zona-Caicedo. Quelli di ieri sera però sono stati gravissimi perché hanno causato l’uscita dalla Coppa Italia della Lazio, un trofeo assolutamente alla portata dei biancocelesti a cui tutti, Inzaghi per primo, tenevano.

L’errore però è soprattutto di chi lo ha ripreso, Inzaghi incluso, guai a chi me lo tocca, che però ha avallato l’acquisto. La Lazio è una squadra molto forte, eccezion fatta per la difesa che subisce gol a causa degli errori individuali di alcuni giocatori che non sono all’altezza dei loro compagni di squadra di altri reparti, l’attacco ad esempio dove spicca su tutti Ciro Immobile, e qui invece i complimenti per Tare si sprecano per aver preso a 8 milioni uno dei giocatori più forti in Europa e il centrocampo dove si evidenziano campioni del calibro di Luis Alberto e Leiva.
La difesa, affidabilissima e tosta con il trio Acerbi, Radu e Luis Felipe Ramos, perde di consistenza quando uno dei 3 si assenta. Quest’anno andava rinforzata seriamente con investimenti mirati, sarebbe stato logico acquistare almeno un paio di difensori uno magari con esperienza, alla Reina tanto per intenderci, e uno più giovane di prospettive. Questo purtroppo non è stato fatto e l’uscita dalla Coppa è figlia di queste non-scelte o decisioni scellerate. Ora arriva Musacchio, non sarà Nesta ma speriamo che dia qualche sicurezza in più. Ci piacerebbe capire anche come gioca Armini, sarà tanto più scarso di Hoedt?

A Wes, invece, auguriamo che si riprenda facendo magari lunghe passeggiate tra i boschi di Formello, cogliendo more e respirando l’aria fresca della provincia romana tra il prezioso sottobosco e gli alberi di nocciole.

Alla società invece si chiede di non ripetere gli stessi errori, di non rischiare e di affidarsi a giocatori che possono consentire un definitivo salto di qualità.

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