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ROSSELLA SENO, LINO RUFO E IL DOLCE CANTO DELLA CIVILE DISOBBEDIENZA

La “cantattrice” veneziana a Roma assieme al suo compagno di palco Lino Rufo nella suggestiva Cappella Orsini per presentare il progetto “Disobedience” che comprende il lancio di una nuova web radio popolare, la promozione dei due dischi della Seno ispirati dai grandi temi dell’etica e del sociale e altre iniziative mediatiche in corso d’opera

Rossella Seno

di Davide Iannuzzi

Se il misticismo più laico ha un suono e un senso poetico a rappresentare oggi questo elegante e divisivo connubio nel panorama cantautorale contemporaneo non si può che essere la“Rossa di Venezia”, alias Rossella Seno. E il gioco ne vale la candela, o forse più di una. Mercoledì 13 marzo, nella Cappella Orsini della ex Chiesa di Santa Maria in Grotta Pinta, nel cuore del Centro Storico di Roma Rossella Seno e Lino Rufo, come sempre in duo unplugged, hanno presentato lo spettacolo Puri come una bestemmia che raccoglie il repertorio degli ultimi due album della Seno “Pura come una bestemmia” e “La figlia di Dio” e brani tratti dal repertorio solista di Lino Rufo, incendiando i candelabri tra grida e sussurri di amore e pace, con i temi più dibattuti e atavici dell’umanità. Dall’assurdità dei conflitti bellici ai diritti umani che dovrebbero prescindere dal pregiudizio razziale, passando attraverso il potere delle religioni, la dittatura dell’economia, la repressione e l’inclusività. Una performance d’altri tempi che equivale al trionfale epilogo di un percorso condotto nella tradizione cantautorale per recuperare quell’identità poetica che langue tra i soffocanti rovi dello show business.

Lino Rufo

Le suggestioni di un posto che mescola cristianesimo e contemplazione dei sensi, pensiero occidentale e filosofia orientale aiutano a creare un clima caldo e accogliente per immergersi nei testi dei brani che si susseguono come crude immagini di lacerante dolore per anime trafitte dal fallimento umano. Poi, il tenue contrasto con quel filo di speranza a cui la storia ancora da scrivere rimane aggrappata. Da “Requiem” a “Di Confine si muore”, passando per “Ascoltami  o Signore” fino alla  “Cantami” con in coda la voce di Alan Taylor con il quale la Seno duetta nel disco. L’omonima “Pura come una bestemmia” la canta invece Lino Rufo, assieme ad altri brani tratti dai suoi album solisti “Le mutazioni del lupo” e “Odilaria”. Le canzoni sono anticipate da interludi poetici firmati Gianni Rodari, Erri De Luca, Pasolini e Nietzsche, solo per citarne alcuni. La musicalità dell’eloquio si fonde a quella dei graffianti strumming e delle progressioni modali dal sapore blues di Lino Rufo, creando i presupposti per uno spettacolo che sa spingersi oltre i colori del Mediterraneo per approdare nella madre terra del folk.

Antonio La Rosa

Introdotto dal monologo Antonio La Rosa per trasferire il pubblico nel mood più consonante che potesse giocare d’anticipo sulla musica, lo spettacolo che è stato organizzato da Danilo Mariani si è chiuso con l’esibizione di Vittorio Centrone (Attualmente nel cast di The Voice) che dal suo repertorio ha pescato “Niente da dire”, stabilendo una soluzione di continuità per una serata diversa da tante altre che della musica ha voluto celebrarne la sua principale essenza e funzione sociale, ossia quella presa di coscienza che spinge al cambiamento, qualunque esso sia.

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