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LE VIE DI FUGA DALL’INFERNO DEL SEXTORTION

Il fatale gioco della seduzione ha delle precise e riconoscibili dinamiche. Ecco i modi di prevenzione e cura

Man working from home on laptop, free public domain CC0 photo.

di Damiano Rulli

Un commento carino ad una foto postata, la semplice richiesta di amicizia a cui segue un messaggio privato su uno dei nostri profili social che si trasforma in una conversazione sulla solitudine, sul vero amore e perché no sul divertirsi in chat e poi una video chiamata inizialmente innocua che piano piano va inevitabilmente a trasformarsi in chat erotica con tanto di foto e video ed è qui che scatta la trappola ricattatoria.

Di recente due uomini di Lodi sono stati vittime del sextortion o estorsione sessuale, addirittura uno di questi è arrivato a sborsare 83 mila euro! (Fonte corriere.it)

Come fanno i ricattatori a capire chi colpire?

Semplice, glielo dicono le vittime e lo fanno in vari modi:

con foto e commenti sui social o ancora più ingenuamente dicendogli che lavoro svolgono, quanto guadagnano, se sono sposati o convivono.

I criminali esperti capiscono che possono spingersi oltre e allora proseguono con l’invito a condividere per gioco immagini intime per continuare nella richiesta di denaro, accompagnata dalla minaccia di diffondere il materiale tra tutti i contatti, amici e i parenti, in caso di mancato pagamento.

Spesso le vittime, per timore che le riproduzioni possano essere viste da altri, tendono a non confidarsi con nessuno e a cedere all’intimidazione.

Come proteggersi da questo grave fenomeno?

Facciamoci degli amici nella vita reale e sui social network diffidiamo di tutti, anche dei messaggi che arrivano da persone che conosciamo, (ne abbiamo già parlato in questo articolo (https://www.mediafrequenza.it/2022/12/06/account-rubati-loro-dei-nostri-tempi/) e poi seguiamo i seguenti consigli della Polizia Postale:

– mai cedere al ricatto pagando le somme richieste. Non smetteranno di chiedere soldi e le richieste si faranno man mano più insistenti;

  • Non vergognarsi per aver condiviso immagini intime. Siamo di fronte a criminali organizzati che conoscono le curiosità e le fragilità delle vittime di questo tipo di reato;
  • Non cancellare i messaggi scambiati con gli estorsori, non chiudere i profili social su cui si viene contattati, ma conservare gli screenshot delle conversazioni e delle minacce e del profilo dell’estorsore;
  • Denunciare subito o fare una segnalazione sul portale www.commissariatodips.it per chiedere aiuto: da soli è più difficile risolvere questo tipo di problemi.

(Fonte: https://www.interno.gov.it/it/notizie/sextortion-i-consigli-polizia-postale-difendersi)

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