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FEMMINICIDIO:IL MALE OSCURO DI UN DEFICIT CULTURALE

L’attualità più cruda e un elevato traffico di notizie che rischiano di essere disattese oppure di cristallizzare in squallida quotidianità

di Damiano Rulli

Le ultime atroci notizie hanno fortemente colpito l’opinione pubblica e di conseguenza hanno dato inizio a innumerevoli dibattiti, a fiumi di parole che come al solito non avranno seguito.

Una prova di quanto appena detto è data da una storia realmente accaduta tre giorni fa in una delle tante scuole medie italiane, caso isolato? Non credo, chissà in quante altre scuole ogni giorno accadono episodi simili.

Una ragazzina delle medie torna a casa con una ferita sulla mano. I genitori allarmati chiedono spiegazioni alla figlia che inizia a raccontare:

“È stato un compagno di classe, mi ha preso il braccio e bloccato con forza. Ho provato a liberarmi ma non ci sono riuscita. E comunque non è la prima volta che mi tratta così. Mi strattona spesso e una volta mi ha stretto tanto forte il braccio da farmelo diventare viola”

Immaginate la reazione dei genitori: una folle rabbia mista a preoccupazione!

Subito si sono mossi per parlare con la madre e il padre di questo ragazzino e sono andati anche a scuola dove hanno raccontato quanto accaduto ai professori e al dirigente scolastico.

Un professore gli ha rassicurati dicendogli che si sarebbero subito mossi per disciplinare il ragazzo e poi ha detto: “ noi possiamo mettere una nota ai ragazzi che si comportano in questa maniera, sospenderli ma se ha casa i genitori giustificano ogni loro comportamento, minimizzano azioni simili capisce che l’efficacia delle punizioni viene meno”.

Tutto inizia dalle mura domestiche, dal focolare dove i genitori devono educare i loro figli:

i maschi al rispetto di tutti e soprattutto delle femmine, punirli severamente se si azzardano solamente ad urlare e offendere una ragazza e le femmine affinché non considerino normale l’essere maltrattate e umiliate da chiunque, soprattutto dai maschi.

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