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CONSUMISMO COMPULSIVO, LA RISPOSTA IN MUSICA DEI I 3NEMA

Dopo aver valicato i confini dei limiti interiori ed aver spezzato, a suon di elettro-pop-rock, le catene dei timori e degli auto-sabotaggi personali in “Psychedelic”, i 3nema tornano a scandagliare le dinamiche della società contemporanea sotto la lente di riff e rullanti in “Money”, il loro nuovo singolo

Con la sottile e pungente arguzia che li contraddistingue, sorretta da un’indiscutibile eleganza comunicativa, la band gardesana punta il dito e i riflettori sulla spasmodica rincorsa al soldo che contraddistingue i giorni nostri e sul valore, eccessivo, distopico e fuorviante, attribuito al denaro, in particolare da parte delle nuove generazioni che, plasmate dalla malia di un modello sociale alterato e irrealistico, spesso promulgato da social e mass media, appaiono sempre più ossessionati da un arricchimento monetario finalizzato a se stesso, a discapito di tutta quella serie di esperienze e riflessioni che consentono di riconoscere i soldi come un mezzo e non un fine, uno strumento e non una meta.

«Malati per i soldi, lavori tutti i giorni, ti spendi tutti i soldi e a fine mese torni con i portafogli sgonfi», è uno dei passaggi più rappresentativi dell’intero brano, da cui si evince, attraverso un’analisi purtroppo non lontana dall’istantanea sociale moderna, non soltanto il maniacale e morboso attaccamento al denaro capace di sfociare nel patologico, ma anche e soprattutto l’utilizzo impulsivo, compulsivo e avventato che se ne fa, la cui conseguenza è il rovinoso tracollo, non soltanto dal punto di vista delle finanze, ma prevalentemente e principalmente sotto l’aspetto emotivo e psicologico.

Sin dall’intro, il sound ammiccante e coinvolgente del pezzo accompagna l’ascoltatore in una dimensione audiovisiva ambivalente in cui, se da un lato risulta semplice ed immediato immedesimarsi in una condizione di potere, tra lusso e pseudo-benessere, dall’altro, rende istantaneamente nitido come tutto ciò che proviene dal mero acquisto e dalla smania di possesso, non possa portare ad altro che ad una situazione di finta gioia, una felicità effimera e frammentata che, sul lungo periodo, se non sostenuta da un obiettivo che ne permea senso e prestigio, rischia di trasformarsi in un avvilimento costante, in un’agiatezza di facciata dietro cui si cela una profonda inadeguatezza interiore.

Nella seconda strofa, con quel «non dirmi che i tuoi sogni sono morti, a fine mese con la busta svuoti tutti i portafogli», il trio bresciano ci ricorda l’importanza di mantenere vivi passioni e desideri, allontanandoci dalla frenesia di sostituire impegno, sacrificio e dedizione con beni materiali che fungono da surrogati momentanei e irrilevanti.

«”Money” – dichiarano i 3nema – parla dell’uso smodato che la gente fa dei soldi, soprattutto le generazioni più giovani, e del modo in cui le persone li cercano e li inseguono, con ossessione. È quasi come se nel mondo esistesse solo il denaro. Sembra che la felicità si nasconda dietro banconote con cui acquistare capi firmati e macchine di lusso, facendosi vedere dagli altri. I soldi..Sono indispensabili? Si, senza dubbio, altrimenti non potremmo vivere. Ma…Sono loro a renderci felici o sono un mezzo che ci permette di rendere la nostra vita migliore, acquistando ciò che davvero vogliamo e di cui necessitiamo? La vera felicità è composta di emozioni e quelle non si comprano».

Accompagnato dal videoclip ufficiale, in uscita nel corso delle prossime settimane, diretto da Greysproduction e girato tra Castiglione delle Stiviere e Desenzano del Garda, “Money” segna una nuova tappa della 3nema Way, riconfermando la minuziosa ricerca sonora della band e la loro attitudine a miscelare generi e sonorità mantenendo una raffinatezza espressiva che gli consente di raccontarsi senza filtri al pubblico di ogni fascia di età.

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