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LA PECORA NERA E LA STRADA DEL RITORNO

In prossima uscita “Black Is Back” il primo album di BlackSheep Noise, l’affabulatore che non ama etichette

di Davide Iannuzzi

Un ritorno singolare quello di un artista che annuncia il suo stesso debutto discografico, come il moto orbitante di un satellite il cui punto di arrivo coinciderà sempre con quello di partenza. Marco Boassa, alias BlackSheep Noise ama le logiche trasversali quanto giocare con i significati delle parole, e la pecora nera diventa un carismatico frontman per la massa ma diverso da essa, per l’orgoglio proprio o per amor di brand. E’ senza ombra di dubbio l’incontro con un distributore il primo passo di un musicista verso la rampa di lancio ma dal calderone delle liste d’attesa evidentemente la vince solo chi la dura, e il talento finisce sempre per sublimarsi nell’esercizio mediatico del mecenate buono. Ma chi ha detto poi che cuore e anima non possano andare daccordo con qualsivoglia protocollo estrapolato dalla Bibbia del marketing? Mediafrequenza incontra l’artista Marco Boassa che ha già conquoistato il web a suon di record. Cavalcare la tendenza per essere in controtendenza si può, e la pecora nera torna per sfidare l’egemonia major. Parola di BlackSheep Noise.


Come nasce il tuo nome d’arte BLACKSHEEP NOISE?


Il nome d’arte “BlackSheep Noise” nasce sostanzialmente da un disagio. Mi sentivo e mi sento tutt’ora diverso dai miei coetanei, per questo, appunto, una pecora nera in cerca di redenzione. “Noise” invece, che letteralmente tradotto sta per “rumore”, va a indicare tutto quel rumore, quel movimento, quell apparente caos di emozioni che percepisco dentro di me. Questo nome d’arte,quindi, vuole semplicemente esplicitare la necessità di esternare il mio universo interiore.


Puoi raccontaci come sei approdato alla scuderia World Fonogram?


Lessi un annuncio sui social di questa casa discografica, la World Fonogram Records, così decisi di provarci e mandai il mio provino. Non ricevetti risposta. Essere ignorato è una cosa che mi reca particolarmente fastidio così una volta a settimana inviavo un messaggio nuovo, finché mi contattarono per un colloquio. In quell’occasione conobbi il maestro Francesco Daniele con cui parlammo a lungo. Da allora è iniziata incredibile ed avvolgente collaborazione.


I tuoi brani hanno una base hip pop e trap, quale è l’ingrediente che ritieni possa differenziarti dalle tendenze più moderne?


Ho sempre seguito con attenzione la scena e le sue evoluzioni, dall’ hip hop alla trap, dal rap old school a quello più moderno apprendendo qualcosa da ognuno di essi. L’ingrediente fondamentale che ritengo possa differenziarmi dalle tendenze moderne è sicuramente l’utilizzo delle parole. Non solo il senso dei testi in sé e per sé ma soprattutto la struttura di quest’ultimi e la ricerca di una rima “superiore”.


È’ importante per un artista come te identificarsi con un genere etichettabile?


È importante per ricevere un’immediata visibilità anche se personalmente non mi identifico in un genere solo. Come potrete sentire dal nuovo album “Black Is Back”, ci sono generi differenti che in qualche modo mi rappresentano. Abbiamo cercato questo stile non solo per non omologarci alle tendenze del momento ma anche per portare originalità e freschezza ad una scena ormai satura. Una sfida.


Viviamo un momento storico dove il mondo cantautorale più tradizionale rivendica il peso e il senso delle parole considerando il trap musica di evasione e consumo veloce. Quale è la risposta che restituisce valore e stabilità culturale al tuo genere?


Il mio genere ha diverse contaminazioni, abbraccia una notevole varietà di stili e i testi si adattano perfettamente agli arrangiamenti, che sottolineo non essere banali. Secondo il mio modesto parere i valori e la cultura sono caduti sempre più in basso, per questa ragione c’è stata una particolare attenzione ai concetti e al modo di esprimersi, pur restando fedeli alle personali esperienze di vita, senza dover inventare storie o cercare l’esagerazione.


Da quali fonti attingi maggior ispirazione?


La fonte d’ispirazione maggiore è senz’altro la cultura generale, ovvero raccontare in maniera differente le cose di tutti i giorni. Altre fonti sono sicuramente altri artisti e la voglia di competizione; oppure libri, come nel caso di “Scegli Me”, dove prendo ispirazione da numerose letture di celebri scrittori come Nicholas Sparks, Alessandro D’Avenia e John Green.


Lo stile che ti identifica ha un forte basamento sulla ricerca della rima. In che modo nei tuoi testi le rime costituiscono un vero elemento di arte e non un semplice esercizio di stile?


Risposta non semplice. La rima non è una cosa banale, non dev’essere forzata. L’arte e lo stile credo siano due concetti molto vicini tra loro, separati da una linea sottile. L’arte nasce dal cuore, ci devi credere fino in fondo a quello che dici, e con un pizzico di stile nascono le rime migliori. E io credo ad ogni virgola di ogni mio testo.


Puoi parlarci del tuo disco in preparazione intitolato “BLAK IS BACK”?


Il disco in preparazione è quasi pronto, è un viaggio personale, molto autobiografico. L’album contiene undici tracce, che affrontano molteplici argomenti. Il titolo è molto significativo, ho passato momenti difficili dove ho messo da parte me stesso e i miei sogni e “Black Is Back” sta a dire “ei, la pecora nera è tornata e diavolo se questa volta va fino in fondo!”. È il primo disco, ci abbiamo lavorato più di due anni, ha necessitato tanti sacrifici e c ho messo l’anima. Sono entusiasta. Abbiamo stampato già 500 copie, che sono state pre-ordinate.


Il tuo produttore il Maestro Francesco Daniele ha un background musicale da concertista e compositore. Cosa ritieni che lo abbia convinto a virare su questo diverso percorso e produrti il disco?


Col maestro Francesco Daniele ci siamo conosciuti circa tre anni fa e c’è stata sin subito una potente sinergia. Riconosco ci siano state non poche difficoltà inizialmente, in quanto egli aveva una vasta competenza in materia mentre il sottoscritto era ancora acerbo ed inesperto. Nonostante alcuni momenti di riflessione, abbiamo portato a compimento l’album. Durante questo percorso ho imparato tanto soprattutto su me stesso, per cui mi ritengo più che soddisfatto sia del lavoro sia del rapporto con Francesco.


Avete lavorato insieme agli arrangiamenti e al missaggio?


Il lavoro di arrangiamento e missaggio è stato svolto prettamente dal maestro, ciononostante sono stato spesso presente a proporre qualche idea o nel mio piccolo dare un aiuto. Io mi sono occupato principalmente della parte cantautorale, i testi infatti sono stati prodotti in completa autonomia.


Come verrà distribuito il disco?


Sarà presente nei migliori Digital stores internazionali, cito Apple music (iTunes), Spotify, Amazon, Google play, radio 7 digital, Napster etc e sarà possibile acquistare le copie fisiche attraverso il pre-order dal sito www.worldfonogram.com. Sarà anche disponibile negli stores di scala nazionale che aderiscono alla distribuzione fisica del disco.


Quando sarà possibile vederti in versione live?


Stiamo organizzando il tour che seguirà alla pubblicazione e promozione radiofonica dell’album che mi vedrà protagonista nelle migliori città italiane anche se il calendario è in via di definizione.

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