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DIFESA CHE VINCE NON SI CAMBIA

Fonseca verso Roma Milan con tanti problemi e alcune silenziose certezze

di Davide Iannuzzi

Sarà per le inaspettate scuse dell’arbitro scozzese Collum che ha ammesso l’errore nell’ aver concesso il rigore a tempo scaduto giovedì sera, determinando così il pareggio del Borussia Moenchengladbach in Europa League, sarà per il misurato temperamento ormai acquisito come clichè e lontano dalla polemica escandescente dei salotti televisivi ormai al pari dei bar di quartiere ma il venticinquesimo tecnico straniero alla guida della squadra capitolina Paulo Fonseca non lascia cadere la maschera di Zorro – o forse l’ha già fatta cadere da un pezzo senza che molti se ne siano accorti – e si appresta all’incontro di domenica con il Milan con chiarezza di idee, sulla scorta della buona prestazione in formazione di emergenza in Europa League e tanta consapevolezza di ottima qualità in quei pochi mezzi che restano in piedi, da una rosa falcidiata dagli infortuni muscolari. Del resto per il Milan c’è più che un diavolo per Capello, e al netto di Zaniolo gol certe risposte dal campo possono avere valenza mediatica tanto quanto quella stitichezza di attacco che ha fatto dimenticare da tempo il sapore della vittoria. La difesa della Roma è una garanzia, quanto lo sono i centrali Smalling e Mancini (quest’ultimo che domenica vedremo a fianco di Veretout) e per il tencico portoghese il pallottoliere dei gol realizzati è quasi allo stesso livello di quelli subiti. Alla nona giornata di serie A la Roma ha una sola sconfitta mentre resta imbattuta nelle gare internazionali, segno evidente di solido presupposto da cui ripartire senza doversi leccare le ferite per i repentini errori arbitrali. Nella settimana in cui il fronte Stadio sembra avere schiarite all’orizzonte, nelle scelte tecniche di Fonseca si preannuncia il centellinato impiego di Perotti e Pastore, ancora a regime basso di rodaggio, e l’ipotesi di un avanzameto di Florenzi esterno per ovviare alla squalifica di Kluivert e forse per offrire al capitano un’ occasione di riscatto dopo essersi divorato giovedì sera la palla del 2 a 1. Se la pazienza che il tecnico giallorosso continua ad esprimere per i repentini errori dell’ultimo passaggio sotto porta dovesse sortire gli stessi auspicati risultati di quella mantenuta della cordata americana per arrivare allo sblocco dell’ultimo nodo sull’iter stadio, allora i trofei potrebbero finalmente arrivare assieme al colossale ‘regalo’ (si fa per dire) della nuova e agognata arena. Ancora troppo tempo da aspettare, seppur in assenza di nuovi e ulteriori intoppi? I tifosi meditino su cosa ne sarebbe stata dell’ AS Roma senza l’interventismo americano, su cosa potrebbe essere finalmente con una piccola e nuova proroga di attesa. Il moderno “aziendalismo calcistico” non offre troppi percorsi alternativi.

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