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Ardea: una strage annunciata!

Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: “la tracciabilità delle armi è garantita attraverso il Ced.. “, ma dal 2018 il sistema informativo di tracciabilità manca ancora di regolamentazione

di Damiano Rulli

La domanda che più si ripete nella mente di tutti noi è: perché l’assassino era armato?
Come poteva una persona con disturbi comportamentali essere in possesso di una pistola regolarmente funzionante e munizionata?

La risposta: era del padre, guardia giurata, deceduto a fine 2020.
Questo però non spiega come mai l’arma sia rimasta in casa e per quale motivo i parenti più prossimi non l’abbiano portata alla Polizia o ai Carabinieri.
Inoltre sorge spontaneo chiedersi: perchè le autorità competenti non sapevano che in quella abitazione c’era la pistola di una guardia giurata deceduta?
Come potevano saperlo se lo Stato non ha una banca dati nazionale sui possessori di armi da fuoco nonostante la direttiva (UE) 2017/853 obbliga gli stati membri alla creazione di un sistema informativo di tracciabilità delle armi e delle munizioni?

La risposta la troviamo all’interno dei due allegati a questo articolo:
Una circolare del Ministero dell’Interno datata 12/09/2018 con Oggetto: Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n.104, recante “Attuazione della direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 che modifica la Direttiva 91/477/CEE del Consiglio relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi” e
Un Dossier del 15/06/2018 ad opera dei Servizi e degli Uffici del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati a tema: “Controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi Schema di D.Lgs. di attuazione della Direttiva (UE) 2017/853 ”

In relazione al sistema informativo di tracciabilità delle armi e delle munizioni vi riportiamo alcuni stralci del dossier:
“il comma 1 istituisce un sistema informatico dedicato per la tracciabilità delle armi e delle munizioni. Esso è istituito presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. È inteso quale strumento per assicurare standard uniformi circa il controllo delle armi da fuoco e delle munizioni nonché per garantire lo scambio di dati tra Stati membri dell’Unione europea. Le informazioni che il sistema deve contenere….. Per le armi da fuoco: la marca, il modello, il calibro, il numero di catalogo e la classificazione secondo la normativa europea (se presenti), il numero di matricola e la marcatura unica sulle parti (nel caso essa differisca da quella apposta sul telaio o sul fusto dell’arma); i dati identificativi dei fornitori, degli acquirenti, dei detentori…”

Capiamo che se questo sistema fosse stato già in vigore, alla morte del padre dell’assassino di Ardea le armi lecitamente detenute sarebbero state requisite dalle autorità di pubblica sicurezza. Perché ancora non è in vigore la banca dati sui possessori di armi da fuoco?
Dal Dossier citato prima:
“Per un novero di previsioni tuttavia – individuate dal comma 2 – l’entrata in vigore è posticipata fino all’adozione del regolamento (previsto dall’articolo 12, comma 6 dello schema) destinato a disciplinare il funzionamento del sistema informatico di tracciabilità delle armi e munizioni. Questo, al fine di assicurare la continuità delle procedure vigenti in tema di tracciabilità.”

Ecco l’articolo 12 comma 6:
“ Il comma 6 demanda a regolamento ministeriale la disciplina attuativa di alcuni profili. Si tratta di decreto del Ministro dell’interno, da adottarsi (non è previsto un termine) di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze (sentiti il Ministero della difesa e il Garante per la protezione dei dati personali).”
Semplice no?

Non è previsto un termine temporale alla creazione del regolamento che disciplina il funzionamento del sistema informatico di tracciabilità delle armi e munizioni!
Mentre aspettiamo due bambini ed un anziano vengono uccisi barbaramente da una persona, che quella pistola non doveva averla!

Lasciano un senso di amarezza le parole del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che al riguardo ha detto: “la tracciabilità delle armi è garantita attraverso il Ced, ma è in via di conclusione un regolamento che disciplina il sistema informatico di questi dati. Si tratta di un testo già condiviso con le altre forze di polizia, è stato portato alla condivisione anche con le associazioni del relativo comparto”.

In via di conclusione ora? Dopo ben tre anni dal Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n.104?

Sia ben chiaro questo non giustifica minimamente il criminale che ha compiuto questo triplice omicidio ma lo Stato ha una grossa responsabilità su quanto avvenuto.

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