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MATTEO MAIONE, LA MUSICA OLTRE LE DISTANZE

Il cantautore romano racconta la nascita del suo nuovo singolo, “Ad un metro di distanza”

Dal 7 maggio è disponibile in rotazione radiofonica “AD UN METRO DI DISTANZA”, primo brano di MATTEO MAIONE pubblicato su tutte le piattaforme di streaming il 1° maggio. Distanti, ma uniti dalla voglia di normalità e di vicinanza fisica ed emotiva: questo il senso di “AD UN METRO DI DISTANZA”, brano di debutto di MATTEO MAIONE che veicola un messaggio di fiducia e aspettativa per il domani. Musicalmente l’andamento iniziale è apparentemente cupo nella sua progressione funky, aprendosi poi in un ritornello pop/rock che è una riflessione coraggiosa e, soprattutto, una ricerca di speranza per un ritorno alla libertà. Ne abbiano parlato direttamente con loro!

Cos’ altro ti ha aiutato il primo lockdown?

In quel periodo mi sono trovato da solo, nel mio piccolo appartamento di Roma, senza possibilità di lavorare e di uscire; per la prima volta ero in una condizione di totale isolamento forzato; allo stesso modo, però, avevo la possibilità di poter dedicare tutto il mio tempo alle cose che amo di più fare; il ritmo delle mie giornate era dunque scandito, ordinato, dal leggere libri, dipingere, vedere film, come anche parlare al telefono o in videochiamata con amici e parenti. L’unico contatto con il mondo esterno era la terrazza condominiale, nella quale ogni tanto mi capitava di incontrare alcuni vicini e fare due chiacchiere con loro, assaporando un po’di normalità in quel clima così surreale; un luogo insomma che piano piano si è trasformato in un rifugio, una specie di isola immaginaria e felice lontana da tutto.

Quali passaggi comporta la pubblicazione di un brano?           
È sicuramente una gestazione lunga; nel mio caso il primo passo è stato quello di registrare una demo in casa con la voce ed alcuni strumenti; poi ho arrangiato il brano in studio con il mio team di produzione, Joinformusic, rifacendo la voce e risuonando la parte ritmica di chitarra e basso; infine il mix e il mastering per poter fare uscire il brano finalmente su tutte le piattaforme digitali; in ultimo la parte di promozione web, radio, stampa e social.

E la realizzazione del tuo videoclip?

Riguardo al videoclip è stato un lavoro che è andato di pari passo con la musica; poco dopo aver composto il brano ho cominciato a raccogliere immagini dalla rete che potessero esprimere il più possibile la realtà di quello che stavamo vivendo, la pandemia, la distanza tra le persone, l’isolamento e la solitudine degli esseri umani, la desolazione dei paesaggi urbani, cercando di trasformare l’esperienza personale in una più generale, anzi in questo caso globale.

Quando riusciremo a superare la distanza?

Quando ci libereremo dal nostro individualismo, dalla ricerca di una libertà egoistica, di un’affermazione istintiva, fatta spesso di scelte senza obiettivi da raggiungere o valori da concretizzare.

Cosa puoi raccontarci del periodo di quando è nata Ad un metro di distanza?    

“Ad un metro di distanza” è nata durante il primo lockdown, in un mio momento personale di paura, solitudine, incredulità, impossibilità di fare previsioni sul futuro; poi, però, proprio attraverso la musica ho trovato l’ispirazione e la forza di superare quei turbamenti, quelle inquietudini e quel senso di smarrimento, trasformandoli in un messaggio di speranza e di ritorno alla normalità. E così nell’inciso della canzone viene finalmente condensato ed espresso tutto quello detto prima: “Non c’è nessuno più nessuno più nessuno eppure adesso c’è bisogno disperatamente di ciascuno” rappresenta esattamente il desiderio fortissimo del contatto con l’altro, anche se “l’importante è che alla fine non sia troppo inopportuno come stare appiccicati al viso di qualcuno”; dunque la vicinanza, l’abbraccio fraterno, si scontrano con la realtà del contagio, della pandemia, “del virus che avanza”. Alla fine l’unica certezza è quella di ritrovarmi “solo in una stanza” guardando fuori dalla finestra, cercando dentro di me la forza per andare avanti e la necessità di allontanarmi da quella distanza, fisica e temporale, trasformandola in un messaggio di fiducia e aspettativa per il futuro.

Cosa c’è nel tuo futuro musicale?   

Rispetto ai progetti futuri ho in cantiere altri due brani che usciranno presto, ma anche il desiderio forte di realizzare un album con il quale poter tracciare un percorso più completo di ciò che mi sono prefissato fin dall’inizio.

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