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BONNIE P, LA FORZA DELLA FRAGILITà/L’INTERVISTA

A pochi giorni dall’uscita di “Scema”, il suo nuovo singolo la rapper e songwriter di Salerno si racconta ai lettori di MEDIAFREQUENZA

“Scema” di Bonnie P. è un brano dal sound trionfante che vuole esprimere la gioia di una rinascita.

In un mondo che prova costantemente ad incattivirci la fase chiave del ritornello “ci vuole forza per restare fragile” è una bandiera bianca verso quella rabbia che proviamo e che ci avvelena. 

Ci vuole forza per restare fragile, non nasconderti, non mettere uno scudo, resta te stesso, rispetta te stesso. Questa frase è un “abbi cura di te” sussurrato all’orecchio di chi si è perso e si è ritrovato, di chi ancora sta cercando se stesso, di chi si abbandona inciampando in ruoli e persone che non gli appartengono solo per scappare da se stesso.

Spiega l’artista a proposito del brano: “Scema è la vittoria dell’Io interiore, senza scudi senza più maschere. Libera, liberi di esprimere chi siamo. Non esiste più giudizio, pudore in questo mondo tutto nostro che contamina di energia e felicità.”

Il videoclip è concentrato sui ruoli tormentati interpretati da Bonnie P., che si alterna nei panni di una vedova che piange lacrime nere, una prostituta, e una persona discriminata.Verso la fine avviene un risvolto positivo quando la persona discriminata viene aiutata ad alzarsi proprio da una delle persone che la stava giudicando (nella scena si vedono tre mani che indicano tutte verso la protagonista sdraiata a terra incapace di reagire), mentre gli altri due personaggi si specchiano entrambi in qualcosa. Ecco che appare l’ultima scena in cui vestita di bianco con le piume rappresento, appunto, un cigno, simbolo di rinascita.

Che messaggio vuoi comunicare con il tuo nuovo singolo?

Resta te stesso non mettere una maschera perché apprezzare e mostrare le proprie fragilità tante volte può essere la vera forza 

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come è nata la tua passione per la musica?

La passione per la musica penso sia nata insieme a me ma un primo approccio vero con questa è stato quando sono entrata nel coro di voci bianche del teatro di Salerno e ho conosciuto l’opera lirica. Presto, poi, mi sono avvicinata al mondo Urban e al rap come ascoltatrice. Durante l’ adolescenza ascoltavo molto rap principalmente campano e americano e mi sono sempre rivista in determinati modelli ma non avrei mai pensato di trovarmi, un giorno, a registrare su una base i miei testi che scrivevo senza musica. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e/o sogni nel cassetto?  

Tra i progetti sicuramente un album

Quali artisti hanno influenzato e accompagnato la tua crescita?

In Italia di sicuro i Co’ Sang mi hanno molto ispirata, ma non da meno le influenze di autori del calibro di Franco Califano 

Progetti per il 2022

No spoiler

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