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CORONAVIRUS: TAMPONI SI MA CON LA GIUSTA TEMPISTICA

La storia vera di un contagio che poteva finire in strage

di Damiano Rulli

Tutto inizia a metà febbraio prima del lockdown. Un uomo anziano di 81 anni, vaccinato contro l’influenza, inizia ad avere febbre alta, debolezza, problemi intestinali. Preoccupati la moglie ed i figli chiamano sia il medico curante che il numero verde regionale per il coronavirus, entrambi diagnosticano la malattia come semplice influenza che viene trattata come tale seguendo le prescrizioni del medico di base: Tachipirina e poi antibiotici per puntura. Ma l’influenza non passa! La febbre è sempre alta ma ecco il punto, non ci sono disturbi respiratori. Di nuovo contattato il numero verde regionale e di nuovo gli dicono che è una brutta influenza.

Preoccupati di non rivedere più il padre vivo i figli, sposati con prole, e per provvedere alle necessità fisiche dei genitori vanno a trovarlo. Con la mascherina sul viso si tengono a distanza di sicurezza e riescono a scambiarci solo due parole perché questo uomo di 81 a fatica riesce a parlare. Dopo alcuni giorni però sembra si intraveda una luce in fondo al tunnel. Il malato piano piano, grazie alle amorevoli cure della moglie, si riprende inizia di nuovo a camminare, la febbre scompare e così la debolezza per poi guarire completamente. Per scrupolo, dietro suggerimenti della figlia, si fa il test seriologico per il COVID-19. Il risultato? Positivo! Il sig. ha avuto il coronavirus ed ora è immunizzato! Il tampone da esito negativo.

Quante cose stonano in questa storia. Fa venire l’ansia pensare ai risvolti negativi che poteva prendere tutta questa faccenda. Per puro caso, fortuna od altro non ci sono stati dei morti nonostante il rischio era elevatissimo. La moglie di questo signore ha avuto un tumore del 4 stadio alla tiroide ed ha problemi cardiaci, i figli sposati hanno dei bambini piccoli e prima del lockdown hanno incontrato altre persone. Molti di loro potevano essere contagiati con conseguenze disastrose! Perché non è stato fatto nemmeno un tampone? Perché il medico di famiglia conoscendo il quadro clinico del suo paziente e della consorte non ha avvertito il sistema sanitario regionale per escludere con certezza il contagio da coronavirus?

A queste persone è andata bene ma tantissime altre nel nostro paese sono morte! Morti che potevano benissimo essere evitati se ci fosse stato un controllo più capillare, una gestione della pandemia più consapevole. Iniziando dall’OMS per cui le mascherine in principio non aveva senso utilizzarle, arrivando al nostro sistema sanitario, di errori ne sono stati fatti tanti, errori che non ti aspetti da chi ha il dovere e la (in)competenza di proteggerti, errori che hanno portato a migliaia di morti. Solamente grazie al buon senso i figli di questo signore si sono salvati. Hanno indossato la mascherina e si sono tenuti a distanza di sicurezza dal malato anche se il medico ed il numero verde regionale sul coronavirus avevano diagnosticato semplicemente per telefono che non era il COVID-19!

Ci rendiamo conto? Per questo cari lettori NON ABBASSIAMO MAI LA GUARDIA, continuiamo a mettere le mascherine ed i guanti, a tenere la distanza di sicurezza, a lavarci spesso le mani, più che mai ora, più che mai adesso che sembra il COVID-19 abbia diminuito la sua carica virale.
Il nemico è potente, invisibile, pronto all’agguato e non guarda in faccia nessuno non permettiamogli di mietere altre vittime!

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