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ARCHEOLOGIA, QUANDO IL BISOGNO DIVENTA PASSIONE

Da due archeologi romani dosaggi di storia a misura di turista

di Paolo Marra

Lo scorso anno più di 29 milioni di turisti stranieri hanno scelto come destinazione la città di Roma, che mantiene così in Italia il primato di città più visitata. Un ulteriore conferma dell’importanza strategica del settore turistico per l’economia locale e nazionale che necessita di un impegno costante da parte degli stessi operatori turistici e delle istituzioni, per mettere in campo strategie mirate a soddisfare i bisogni e le esigenze di ogni singolo turista. Un lavoro che richiede impegno, organizzazione e soprattutto competenze altamente specializzate. Abbiamo intervistato due archeologi, Massimiliano Gordini e Sara Petrolini, di Storiaviva Viaggi (www.storiavivaviaggi.it), agenzia che organizza visite guidate a Roma e al Vaticano, per parlare di queste tematiche e della loro attività come guide turistiche. Un lavoro portato avanti con una passione quasi viscerale per la Capitale unita a un’esperienza decennale, messe a disposizione di ogni singolo visitatore nel pieno rispetto del nostro patrimonio culturale ed artistico. Un’opportunità per ammirare le bellezze della Città Eterna da una prospettiva più ampia, per divertirsi e conoscere allo stesso tempo.

Come nasce il progetto di Storiaviva Viaggi?

Tutto è nato nel 2000 quando abbiamo iniziato ad organizzare i primi tour per le scuole. Era, allora un’attività solo stagionale, ma poi l’amore per questo lavoro ed anche il divertimento nel farlo ci hanno spinto a trasformare questa occupazione in un lavoro continuativo, che ci impegnasse per tutto l’anno. Per questo abbiamo iniziato a pensare ad una programmazione, un’offerta più ampia, che potesse essere indirizzata ad ogni tipo di turista sia italiano che internazionale, amante dell’arte e delle belle passeggiate. Per questo è nata la nostra agenzia che abbiamo voluto chiamare “Storiaviva”. Perché la nostra agenzia non solo è specializzata in tour culturali di Roma sia in lingua italiana che straniera, ma studia comunque sempre nuove idee e proposte per rendere più “viva” ed attiva la partecipazione all’arte e alla bellezza.

Quanto è importante per un archeologo la divulgazione attraverso le visite guidate delle proprie conoscenze e competenze?

Importantissima. È una preziosa opportunità di condividere le nostre conoscenze. Credo che sia un grande privilegio poter parlare con le persone di ciò che ti piace ed essere ascoltati con tanta attenzione. Inoltre la visita guidata in un certo senso è una sorta di lezione in itinere. Cosa c’è di meglio che parlare di storia dell’arte e archeologia davanti ad un monumento o ad un quadro, mentre si passeggia per le strade di Roma o all’interno di un sito? Inoltre c’è da dire che il contatto con la gente offre sempre nuove prospettive, cioè un modo sempre diverso di vedere ed apprezzare le cose.

L’archeologa Sara Petrolini

Alla base del vostro lavoro c’è anche una grande passione per Roma: che cosa vi lega in particolare a questa città?

La passione credo sia il motore vero di tutto quello che abbiamo creato negli anni. E la passione che abbiamo per il nostro lavoro ce la trasmette Roma, sicuramente. Non è solo lo studio sui libri, ma è la concentrazione di cose belle ed uniche della città eterna che ci stupisce ogni giorno. Questa gioia, questa sorpresa continua ha creato negli anni un legame unico fra noi e la città. Opere , strade e piazze che sono un patrimonio per l’umanità sono per noi anche lo scenario di momenti importanti della nostra vita.

Qual è il segreto per rendere la storia e di conseguenza l’archeologia affascinante e non noiosa per qualsiasi tipologia di visitatori?

Una delle sfide più difficili è proprio quella di mantenere costante l’interesse di chi ti ascolta….Non c’è una ricetta perfetta, ma posso dire che è il desiderio di condividere ciò che aiuta più. Cioè, quando ci si pone ad un pubblico di viaggiatori appassionati, innanzitutto è importante far capire loro che noi abbiamo lo stesso entusiasmo e questo entusiasmo è il terreno comune, il punto di partenza per iniziare un racconto. A volte un personaggio, a volte un monumento, cioè cose diverse possono stuzzicare la curiosità dei viaggiatori, ma si può partire da lì, da quel dettaglio che rende personale la visita. L’archeologia e la storia diventano così un’esperienza da vivere in modo personale.

L’archeologo Massimiliano Gordini

Un aspetto infatti importante dei tour organizzati da Storiaviva Viaggi è l’attenzione verso le famiglie in particolar modo nei confronti dei più piccoli. Quali sono le iniziate in questo senso?

L’attenzione che rivolgiamo ai giovani turisti è tanta, perché è con loro che abbiamo maturato la nostra esperienza iniziale. Per molti anni abbiamo lavorato con scuole di ogni ordine e grado. Per questo ci sentiamo orgogliosi di contribuire un pizzico alla loro formazione.
Inoltre, abbiamo studiato una serie di tour per le famiglie con bambini. Nel caso dei giovani studenti facciamo riferimento ai programmi che studiano in classe. Per le famiglie è un po’ diverso. Partiamo dai tour standard, ne modifichiamo la durata e poi selezioniamo quelle attrazioni che siano più adeguate ad attirare l’attenzione dei giovani turisti. Una volta fatto ciò ci concentriamo su quei contenuti che possono mantenere viva l’attenzione ed incuriosirli di più

Quali sono le caratteristiche che rendono unici i vostri tour organizzati?

Già considerando il numero di partecipanti al tour viene in mente quella che può essere la caratteristica principale dei nostri tour: l’atmosfera. Cioè, trovandosi in un piccolo gruppo, di massimo 8/10 persone, i viaggiatori possono avere un contato diretto con noi. Quando i gruppi sono numerosi, si fa difficoltà a restare vicini alla guida o a sottoporle le proprie domande, con noi funziona in modo diverso. La nostra è una conversazione piacevole con il cliente in cui c’è uno scambio reciproco di stimoli. Loro, i nostri clienti, ci fanno rivedere ogni giorno con occhi diversi cose che conosciamo da anni; noi raccontiamo loro, in un dialogo vivace, che è uno scambio di battute, quello che per tanti anni abbiamo studiato. Poi, ovviamente, la cura per i dettagli è un altro punto di forza del nostro servizio. E’ l’agenzia ad occuparsi di prenotazioni, acquisto dei biglietti, ecc. chi ci sceglie non deve pensare altro che godersi la visita guidata, e se ha qualche dubbio può facilmente mettersi in contatto con il nostro ufficio.

Cappella Sistina

Come si concilia il rispetto e la preservazione dei siti archeologici e del patrimonio culturale con un turismo “invasivo” che spesso vediamo nella nostra Capitale?

Noi crediamo che il ruolo della guida sia fondamentale in questo senso. Cioè grazie alla nostra professione possiamo condividere con le persone ciò che come archeologi abbiamo imparato. Da un lato noi lavorando prima sul campo come archeologi, abbiamo un po’ imparato quelle che sono le problematiche legate alla scoperta, alla conservazione allo studio ed alla tutela del patrimonio archeologico. Dall’altro c’è la possibilità, come guide di condividere con un pubblico più vasto queste informazioni preziose. E poi c’è il modo in cui noi facciamo turismo. Con la nostra esperienza proponiamo un tipo di tour che sono un’alternativa al turismo di massa a volte troppo invasivo e proponiamo una formula di turismo sostenibile, che fa vivere veramente alle persone i luoghi e garantisce parimenti la possibilità di rispettare il nostro patrimonio culturale.

Quali consigli dareste a un giovane che si sta avvicinando al mondo dell’archeologia e delle visite guidate?

Sapere che una nuova generazione rivolge la sua attenzione al mondo dell’archeologia e pensa alla professione di guida in futuro fa indubbiamente piacere.
Consigli se ne possono dare tanti, ma il primo fra tutti è quello di prendere seriamente tutto quello che si fa. Cioè una volta raggiunta una base di preparazione il lavoro non finisce: bisogna aggiornarsi costantemente sulle nuove scoperte; bisogna imparare e praticare le lingue straniere; bisogna come in ogni altro lavoro cercare sempre di migliorarsi pensando a cose sempre nuove: un nuovo itinerario o integrare nel tour nuove tecnologie, ad esempio.

Viviamo purtroppo un periodo difficile anche per il turismo, quali sono i provvedimenti che secondo voi dovrebbero adottare le istituzioni per preservare questo importante settore dell’economia del nostro Paese?

Questo non è in generale un momento facile per il nostro paese , per il turismo poi è particolarmente difficile. Suggerimenti ce ne sono tanti, sicuramente
Bisognerebbe forse trattare il turismo come un’attività principale. Cioè, senza con ciò sfruttare in modo intensivo il nostro patrimonio, renderlo fruibile al 100% e valorizzare le attività locali. Questo permetterebbe, grazie ad una rete di strutture che operano sul territorio, di fare turismo in modo più consapevole. Chi opera sul luogo e magari da anni può aver maturato nel tempo una consapevolezza maggiore di come le cose potrebbero essere organizzate. Ecco il primo fra tutti i consigli che darei è quello di mantenere sempre aperto un dialogo costante con chi il turismo lo fa quotidianamente ed in modo concreto.

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