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Caso di aviaria ad Ostia Antica: quali sono i pericoli per l’uomo?

Un’ordinanza della Regione Lazio stabilisce straordinarie misure protettive

di Damiano Rulli

A seguito dei regolari controlli relativamente all’insorgenza di una mortalità anomala nell’ambito di un allevamento avicolo non commerciale è stato rilevato un caso di virus di influenza aviaria in campioni di volatili. Il rapporto del centro di referenza nazionale dell’Istituto Zooprofilattico conferma l’insorgenza di un focolaio di influenza aviaria di sottotipo H5 HPAI nell’allevamento avicolo rurale non commerciale sito nel Comune di Roma, Asl Roma 3, località Ostia Antica.

È stata pertanto disposta una ordinanza dal Presidente della Regione Lazio (allegata a questo articolo) su proposta dell’Assessore alla Sanità per adottare misure straordinarie: Istituzione di una zona di protezione con raggio di 3 Km dall’allevamento sede di focolaio di influenza e una zona di sorveglianza con un raggio di 10 Km.

Tutti gli allevamenti dovranno essere verificati. Quali sono i pericoli per l’uomo? Rischiamo una pandemia simile a quelle del COVID-19?

Al riguardo abbiamo le rassicurazioni del Ministero della Salute (https://www.salute.gov.it/portale/sanitaAnimale/dettaglioContenutiSanitaAnimale.jsp?lingua=italiano&id=216&tab=4) che sul sito ufficiale riporta quanto segue:

“L’influenza aviaria è una malattia altamente contagiosa dei volatili. Benché i virus influenzali umani ed aviari appartengano alla stessa famiglia e tipo, i virus aviari non sono in grado di trasmettersi con efficienza all’uomo, ma possono farlo sporadicamente ed in determinate condizioni, che prevedono un’esposizione attraverso il contatto diretto con volatili morti o ammalati, con superfici o materiali contaminati da escreti e secreti infetti (es.feci) o attraverso le mucose (orali, oculari, nasali), con aerosol infetti, o eventualmente attraverso il consumo di carni non ben cotte di volatili infetti. Il personale esposto a rischio deve adottare misure di protezione individuale.

Il rispetto di rigorose misure di biosicurezza negli allevamenti, contenute nell’ordinanza 26 agosto 2005 e successive modifiche, nel decreto 25 giugno 2010 e nella decisione di esecuzione 2018/1136/UE, rappresenta lo strumento fondamentale per prevenire l’introduzione, e successiva diffusione, dei virus influenzali con particolare riferimento ad evitare il contatto con i volatili selvatici.”

Essendo state subito adottate tutte le precauzioni del caso in linea di massima possiamo stare tranquilli.

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