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PANDEMIA CORONAVIRUS, LE SERRANDE SI ABBASSANO LA SPERANZA NO

Alle parole del Direttore Generale dell’OMS fa eco il giro di vite di Conte. Ulteriori restrizioni per superare il tunnel

di Damiano Rulli

Tedros Adhanom Ghebreyesus Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato:

“Questa è la prima pandemia causata da un coronavirus. Non possiamo dirlo abbastanza forte, o abbastanza chiaramente, o abbastanza spesso: tutti i paesi possono ancora cambiare il corso di questa pandemia. Questa è la prima pandemia che può essere controllata.” 

Giuseppe Conte Primo Ministro del nostro paese: “ Restrizioni in tutta Italia. Chiusi bar, negozi e ristoranti, tranne i negozi di prima necessità. Garantiti i trasporti. Tra due settimane potremo vedere gli effetti” ( http://www.governo.it/it/articolo/conferenza-stampa-del-presidente-conte/14294)

Dichiarazioni forti che fanno comprendere la gravità della situazione ma, nello stesso tempo non ci lasciano senza una speranza. 

Tutti quanti noi possiamo compiere delle azioni concrete per combattere il coronavirus.

Prima però cerchiamo di capire la differenza tra epidemia e pandemia in modo da capire ulteriormente le motivazioni che hanno spinto il governo italiano a prendere decisioni così drastiche. Per farlo ci facciamo aiutare dal vocabolario Treccani che definisce l’epidemia: manifestazione collettiva d’una malattia che si diffonde rapidamente;  

mentre pandemia: “un epidemia con tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territori e continenti.”

Con 4350 deceduti nel mondo ad oggi 11 marzo 2020 ed un tasso di mortalità del 3,4% (dati dell’OMS) il coronavirus o Covid-19 non poteva che essere dichiarato come pandemia.

Ribadiamo le parole del Direttore Generale dell’OMS: “tutti i paesi possono ancora cambiare il corso di questa pandemia. Questa è la prima pandemia che può essere controllata” e affinché ciò avvenga ognuno di noi deve fare la sua parte.

Innanzitutto dobbiamo  seguire le indicazioni  dell’ultimo decreto legge che ci obbliga a restare a casa salvo alcune eccezioni come: beni di prima necessità, lavoro, problemi sanitari, assistenza a disabili ed infermi… altri chiarimenti sul sito del governo al seguente link: http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278.

Il nostro motto deve essere #iorestoacasa.

Poi ricordiamo sempre le istruzioni più che mai valide ora date dalle autorità per prevenire il contagio da coronavirus:

lavarsi spesso le mani. 

Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;

evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

evitare abbracci e strette di mano;

mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;

igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;

non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;

pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;

usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate. 

Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19:

rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale. Utilizza i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario. (Fonte http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228#11)

Infine dobbiamo evitare di diffondere notizie false e audio, video e foto che non vengono da fonti autorevoli come quelle istituzionali.

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